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Emissioni grigie nel settore edilizio: perché gli investitori dovrebbero agire ora

Pubblicato: 29. Ottobre 2025Ultimo aggiornamento: 29. Ottobre 2025

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La registra­zione e la riduzione delle emissioni dell’Ambito 3 svolgono un ruolo impor­tante nella decar­bo­niz­za­zione del settore edilizio perché, diver­sa­mente il net zero non è possibile. Tuttavia, al momento, mancano standard definiti per l’integrazione nei percorsi di riduzione aziendale dell’Ambito 3. In questo senso, la Carta per l’Edilizia Circolare sta compiendo un passo impor­tante grazie al suo libro bianco, pubblicato nel settembre 2025, col quale invita tutte le parti interessate a contri­buire alla creazione del processo. Il seguente post illustra l’importanza delle emissioni nell’edilizia e della loro riduzione, oltre alle normative attual­mente in vigore in Svizzera, integrandole siste­ma­ti­ca­mente nei processi decisionali.

L’importanza delle emissioni dell’Ambito 3 nell’analisi del ciclo di vita

Le emissioni grigie (Ambito 3) sono le emissioni di gas a effetto serra sviluppate durante la costru­zione di un edificio nel corso del suo intero ciclo di vita. In altre parole, prima e durante la costru­zione dell’edificio (fase A), durante le fasi di ristrut­tu­ra­zione o di utilizzo (fase B) e alla fine del ciclo di vita, vale a dire quando un immobile è smantellato e smaltito (fase C).

L’analisi delle emissioni operative è effet­tuata secondo una valuta­zione in termini di carbonio e per l’intero ciclo di vita. Grazie all’espansione delle energie rinno­vabili e all’aumento dell’efficienza, le emissioni operative vedono una riduzione, spostando l’attenzione su quelle di costru­zione e non soltanto nei nuovi immobili. Per gli investitori questo significa che il net zero è auspi­cabile soltanto definendo siste­ma­ti­ca­mente le emissioni grigie, da incor­porare poi nelle decisioni.

La necessità di una quanti­fi­ca­zione siste­matica e la mancanza di standard di rendi­con­ta­zione per le emissioni dell’Ambito 3 sono state eviden­ziate dai principali attori dell’industria immobi­liare svizzera nel libro bianco della Carta per l’Edilizia Circolare, che presenta metodi di calcolo concreti.

Regola­menti, incentivi e certi­fi­ca­zioni: che cosa è impor­tante?

In Svizzera, la norma SIA 390/1 Percorso Climatico Net Zero indica valori target compa­tibili per la costru­zione e l’esercizio di ristrut­tu­ra­zioni e nuovi edifici e sotto­linea la crescente quota di emissioni della costru­zione rispetto alle emissioni totali. Anche il MuKEn 2025 evidenzia, per la prima volta, l’importanza dell’energia grigia, consi­derata un requisito neces­sario per immobili di nuova costru­zione e per quelli sotto­posti a ristrut­tu­ra­zione. 1

Lo stesso vale per marchi e certi­fi­ca­zioni svizzere: a partire dalla versione 2023 dello standard Minergie, i nuovi immobili parte di ogni categoria edilizia devono rispettare un valore limite specifico per le emissioni di gas serra. Minergie ECO ha valori limite sia per le emissioni di gas serra grigi e per l’energia grigia; i valori limite più severi 1 si basano sul percorso climatico SIA. Il rispetto dei valori limite superiori 2 è consi­derato un requisito di esclu­sione per la certi­fi­ca­zione.

Lo standard SNBS (Swiss Sustai­nable Building Standard) si basa sulla metodo­logia Minergie ECO e riconosce entrambi i criteri: emissioni di gas serra durante la costru­zione e requisiti energetici durante la costru­zione. Anche se i criteri non sono espli­ci­ta­mente esclusi né dal sito SNBS né dallo standard di costru­zione dell’edificio SNBS, la certi­fi­ca­zione è difficile da ottenere senza l’ottimizzazione delle emissioni grigie.

Il consi­derare obbli­ga­torie le emissioni del ciclo di vita sta assumendo sempre più impor­tanza nella politica edilizia europea. Gli esempi includono l’attuale direttiva EPBD (Energy Perfor­mance of Buildings Directive), che prevede l’introduzione graduale di valori limite obbli­gatori per le emissioni grigie entro il 2030. 2

La Direttiva sulla Rendi­con­ta­zione della Soste­ni­bilità delle Imprese (CSRD), con maggiori requisiti di traspa­renza per le infor­ma­zioni relative al clima, in conformità con gli Standard Europei di Rendi­con­ta­zione della Soste­ni­bilità (ESRS) – inclusa, ove rilevante, la divul­ga­zione delle emissioni di Ambito 3 derivanti dalle attività di costru­zione e ristrut­tu­ra­zione; e il ruolo delle emissioni del ciclo di vita classi­fi­cabili come soste­nibili secondo la tasso­nomia dell’UE. 3

Ciò fornisce chiari incentivi a livello europeo per la rendi­con­ta­zione e la riduzione delle emissioni grigie. In termini di metodo­logia, il Proto­collo sui Gas Serra (GHG Protocol) funge da base comune per la rendi­con­ta­zione dell’Ambito 3. In Svizzera mancano ancora standard e linee guida chiare su defini­zione e divul­ga­zione di emissioni Scope 3 del settore immobi­liare.

Il libro bianco della Carta per l’Edilizia Circolare compie un passo impor­tante verso la standar­diz­za­zione della rendi­con­ta­zione e del calcolo delle emissioni grigie gas serra nei porta­fogli immobi­liari: presenta fonda­men­tal­mente tre metodi di calcolo, diversi per impegno richiesto e preci­sione:

  • Metodo 1 secondo la norma SIA 2032 (energia grigia – valuta­zione del ciclo di vita per la costru­zione immobi­liare): Una valuta­zione completa del ciclo di vita secondo la norma SIA 2032 mostra il massimo livello di dettaglio. Costi­tuisce inoltre la base di verifica per le certi­fi­ca­zioni.
  • Metodo 2 Estra­po­la­zione dai parametri di riferi­mento: il libro bianco mostra i parametri di riferi­mento tipici degli edifici in kg CO₂-eq./m2 EBF*a a seconda della strategia di sviluppo e del metodo di costru­zione, utiliz­zabili per un calcolo appros­si­mativo delle emissioni di costru­zione.
  • Metodo 3 basato sulla spesa: Utiliz­zando valori carat­te­ri­stici tipici in kg CO₂-eq. per CHF, le emissioni grigie possono essere stimate sulla base dei costi di investi­mento. Tuttavia, questo approccio si rivela meno preciso.

Una cosa è chiara: le valuta­zioni del ciclo di vita forni­scono la base più accurata per calcolare le emissioni dell’Ambito 3; tuttavia, spesso sono troppo complesse per un’analisi completa dell’intero porta­foglio immobi­liare.

I parametri di riferi­mento degli immobili e dei compo­nenti consentono una preci­sione adeguata alla fase e diventano più detta­gliati con l’amplia­mento della base di dati. Ciò richiede indicatori di intensità e valori di riferi­mento standar­dizzati. Il libro bianco della Carta per l’Edilizia Circolare si basa sulla norma SIA 390/1 e racco­manda kg CO₂-eq. per m² di super­ficie e anno come unità standard – la specifica «per anno» viene utilizzata per la compa­ra­bilità con gli obiettivi annuali e le emissioni operative nel percorso di riduzione, anche quando le emissioni di costru­zione si verificano fisica­mente una sola volta.

Oltre al metodo di calcolo, è neces­saria una chiara defini­zione delle emissioni prese in consi­de­ra­zione, per evitare il doppio conteggio all’interno di una stessa realtà. Secondo il Proto­collo GHG, le emissioni dell’Ambito 3 sono suddivise in 15 categorie. Il libro bianco della Carta per l’Edilizia Circolare offre un elenco detta­gliato delle categorie di emissioni da consi­derare per ogni attore coinvolto, vale a dire: Investitore diretto, Società, Proget­tista, Appal­tatore. Per gli investitori diretti, l’attenzione si concentra sulle emissioni derivanti da costruzione/ristrutturazione, manuten­zione e uso (compresa la fornitura di energia), nonché smantellamento/smaltimento.

L’applicazione dimostra che la mancanza di una solida base dati e di traspa­renza nei processi ne complicano l’implementazione. Un altro motivo più che valido per agire ora.

I punti più impor­tanti per la riduzione di emissioni grigie

Le emissioni dell’Ambito 3 sono calcolate molti­pli­cando l’intensità dei gas serra (fattori di emissione dei materiali) per la quantità del compo­nente o del materiale. La somma di tutti i compo­nenti fornisce quindi le emissioni totali dell’edilizia, in conformità allo Standard di rendi­con­ta­zione dei gas serra. Per produrre le emissioni come valore medio all’anno, sono suddivise per la vita utile standard dei compo­nenti e per l’EBF in conformità con la norma SIA 2032.

Emissioni grigie secondo il reporting GHG:

Emissioni grigie {kg CO2-eq.} =
SOMMA ( intensità GHG {kg CO2-eq./m2} o {kg CO2-eq./kg} X compo­nente o quantità di materiale {m2} o {kg} )

Da questa formula si possono ricavare tre punti fonda­mentali per ridurre le emissioni grigie:

  1. Conser­va­zione della sostanza costruita: utilizzo più duraturo di immobili e compo­nenti, piani­fi­cando inter­venti mirati e prolun­gando i cicli di sosti­tu­zione (riduzione dei compo­nenti).
  2. Desti­na­zione d’uso dei materiali: progetti snelli, riuti­lizzo e piani­fi­ca­zione per salva­guardare risorse (riduzione del materiale).
  3. Scelta dei materiali i materiali edili biogenici possono ridurre signi­fi­ca­ti­va­mente le emissioni di costru­zione (riduzione dell’intensità dei gas serra)

Questi tre punti sono parago­nabili ai principi dell’economia circolare, organiz­zabili in questa piramide, in base alla rilevanza o all’intensità di risorse e CO₂-eq. Più un principio è classi­ficato in alto, maggiore è la sua impor­tanza nella gestione soste­nibile di un porta­foglio immobi­liare in termini di economia circolare. Ulteriori infor­ma­zioni sono dispo­nibili nel nostro studio: Circular building: Linee guida per investitori e svilup­patori immobi­liari).


Figura 1: Gerarchia dei principi dell’economia circolare nel settore edile

Figura: Gerarchia dei principi dell'economia circolare nel settore edile

Refuse: evita­mento di misure strut­turali: riuti­lizzo e ristrut­tu­ra­zione.

Rethink: concetti intel­li­genti di (ri)utilizzo. Si progetta consi­de­rando la decostrui­bilità.

Reduce: riduzione della quantità di materiale grazie a design, manuten­zione ed efficienza.

Reuse: riuti­lizzo e riciclo di compo­nenti e strutture di supporto.

Recycle: riuti­lizzo di materiali trasfor­mandoli in materie prime secon­darie, riducendo al minimo la quantità di materiale inviato in discarica.


Questi punti sono da consi­derare già nelle fasi preli­minari e non vanno persi d’occhio nel corso dell’intero processo, poiché ridurre la CO₂-eq. diminuisce con l’avanzare del progetto.3

Che cosa significa questo per le decisioni relative al porta­foglio e ai progetti?

A livello di porta­foglio, definire le emissioni di produ­zione crea la base per la classi­fi­ca­zione dello status quo e dei progetti futuri, tutti parte dello stesso percorso climatico. Solo definendo l’Ambito 3 in anticipo e per l’intero porta­foglio è possibile dare priorità a ogni misura in base al relativo poten­ziale di risparmio complessivo di CO₂-eq., come, ad esempio, l’effetto della conser­va­zione degli immobili esistenti rispetto alla costru­zione di nuovi, il contributo del riuti­lizzo o l’uso di materiali edili biogenici. Ciò si traduce in una base decisionale affidabile per l’allocazione di CapEx, roadmap di ristrut­tu­ra­zione e strategie net-zero.

Sono attual­mente in fase di sviluppo di metodi e standard armonizzati per la rendi­con­ta­zione delle emissioni dell’Ambito 3 e per la creazione di percorsi di riduzione delle emissioni di carbonio per l’intero ciclo di vita. Per la prima volta, il Libro Bianco della Carta per l’Edilizia Circolare propone possibili standar­diz­za­zioni e metodi di calcolo. Suppor­tiamo i nostri clienti nella defini­zione e nell’implementazione delle quantità di emissioni Scope 3, sugge­rendo eventuali percorsi di riduzione.

A livello di immobile o di progetto, è neces­saria una chiara base decisionale: dalla fase strategica fino alla piani­fi­ca­zione e alla realiz­za­zione. Il confronto delle varianti – come la conser­va­zione degli immobili esistenti rispetto a soluzioni sosti­tutive o ristrut­tu­ra­zioni complete – mostra l’opzione meno inqui­nante. I risultati possono essere analizzati insieme a parametri economici. Un calcolo adeguato alle fasi, con ipotesi traspa­renti, aiuta la scelta della soluzione più efficace. I nostri metodi di bilan­cia­mento collaudati consentono analisi detta­gliate in ogni fase dello sviluppo del progetto.


Figura 2: Conser­va­zione o sosti­tu­zione?
Confronto tra varianti con parametri diversi

Obiettivo: grazie a rinnovo e amplia­mento, l’immobile esistente raggiunge la stessa qualità d’uso e il massimo grado di sfrut­ta­mento dell’edificio prece­dente.

Figura 2: Conservazione o sostituzione?

Fonte: https://www.studiodurable.ch/themen/bestandserhalt


Le valuta­zioni del ciclo di vita e le certi­fi­ca­zioni a livello di edifici sono l’attuazione di strategie di soste­ni­bilità e la gestione della qualità. La nostra esperienza è una garanzia affinché ogni progetto soddisfi gli standard più elevati.

Conclu­sione

  1. Assumere rilevanza giuridica: occorre stabilire le strutture, i processi, i flussi di dati e le respon­sa­bilità.
  2. Il Net Zero può essere raggiunto solo riducendo le emissioni grigie. Rappre­sentano la maggior parte delle emissioni negli immobili di nuova costru­zione – e la loro quota sta aumen­tando, anche nelle ristrut­tu­ra­zioni.
  3. Deter­minare l’Ambito 3 in anticipo con una cifra compa­rativa standar­dizzata (kg CO₂-eq./m2 a) e tenerne conto nelle decisioni di investi­mento. Come per l’Ambito 1 e 2, vale quanto segue: tenerne conto nelle fasi preli­minari, durante la proget­ta­zione e sul livello di strategia di porta­foglio.
  4. Gli Ambiti 1, 2 e 3 sono indivi­sibili. Le basse emissioni operative non portano automa­ti­ca­mente a emissioni complessive più basse: il fattore decisivo è una visione dell’intero ciclo di vita.
  5. Standard svizzeri: in fase di sviluppo, una chiara defini­zione delle emissioni con percorsi di riduzione del carbonio per l’intero ciclo di vita e per i porta­fogli immobi­liari. Il libro bianco della Carta per l’Edilizia Circolare definisce metodi chiari. Il compito ora è quello di stabilire le strutture e fissare gli obiettivi.

Per ricevere sempre novità e appro­fon­di­menti di settore:

  1. Vedere Energy Hub Buildings: MuKEn 2025 – Energy Hub Buildings, in: Energy Hub Buildings, 04.09.2025. ↩︎
  2. Cfr. EU Building Policy Tracker – World Green Building Council: in: World Green Building Council, 10.12.2024b
    [online]. ↩︎
  3. Si veda Charta Kreislau­fo­rien­tiertes Bauen/Sustainability & Real Estate Team I Ernst & Young AG: Scope 3 Real estate: White­Paper su conta­bilità e reporting, 09.2025. ↩︎
  4. Valuta­zione del carbonio a vita intera per l’ambiente costruito: in: RICS PROFESSIONAL STANDARD, 2°. Royal Insti­tution of Chartered Surveyors (RICS), 09.2023, ↩︎